Domanda: ma che ci vanno a fare a Roma...sempre se ci vanno!

Per i prossimi due mesi non sentiremo e non leggeremo altro che di politica e di elezioni perchè il 4 marzo si andrà a votare per il nuovo Parlamento. Un appuntamento che dovrebbe entusiasmare gli elettori che finalmente hanno la possibilità di esprimere un giudizio sulla legislatura che si è conclusa e sull'operato di chi ha governato. Invece ad ascoltare il Popolo c'è solo tanta confusione, disagio e disaffezione per cui si può prevedere solo un aumento dell'astensione, peraltro già alta da un po' di tempo a questa parte.

A Sorrento e in Penisola sembra si stia discutendo di candidature un po' sui diversi fronti, ma chiunque abbia soltanto approfondito le regole del sistema elettorale - Rosatellum - si sarà reso conto di quanto improbabile possa essere l'elezione di un candidato della Penisola nel futuro Parlamento se non voluto dai leader di partito. Non abbiamo i numeri per concorrere...senza scendere nella valutazione degli uomini! Di questo è meglio essere consapevoli per non illudere e per non illudersi. E poi ci vuole denaro, parecchio denaro da pagare al partito per la campagna elettorale. Chi aspira deve perciò mettere mano alla tasca e sborsare somme consistenti, con quale prospettiva? 

La domanda che infatti vorremmo porre a quelli che si stanno agitando, o fingono di agitarsi, per tentare di spuntare un posto in lista è la seguente: che cosa pensate di andare a fare a Roma se pure dovesse realizzarsi il miracolo (perchè di miracolo si tratterebbe) di un'elezione? In questo sistema la rappresentanza parlamentare risponde strettamente ai leader di partito per cui un neo deputato e un neo senatore altro non sarebbero che numeri, figuri utili a occupare uno scranno e a pigiare il bottone all'occorrenza secondo le indicazioni del capogruppo. I più fortunati possono aspirare a un'esperienza in qualche commissione parlamentare, ma non c'è molto da sperarci visti i nomi che circolano e che non spiccano quanto a competenze in materia legislativa. Probabilmente l'elezione a Parlamentare sarà funzionale al conseguimento di uno status a prevalente ricaduta locale, cioè là dove gli interessi diretti possono meglio esercitarsi e concretizzarsi visto che a Roma c'è poco da fare e da discutere di questioni comunali e locali. 

Il Deputato e il Senatore potranno crearsi una vita sociale e sentimentale parallela romana, come accade di solito, cercare di accreditarsi come un numero potenzialmente utile per i lobbisti (e non solo loro!) che ruotano attorno alla politica per fare i propri affari! Null'altro...O poc'altro! Per coloro che cercano la protezione dalla giustizia il seggio a Roma è una manna dal cielo e per ottenerlo sono pronti a tutto! Allora che cosa dobbiamo aspettarci da questa tornata elettorale che rischia di consegnarci un Parlamento senza maggioranza e inciuci dietro l'angolo? Poco o nulla...a meno che il Paese dormiente non si svegli e voti!

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